Un evento di grande gioia e significato è in arrivo per l’intera comunità di Mesenzana: il prossimo sabato 4 ottobre il giovane seminarista Samuele Brancè sarà ordinato diacono, un passo fondamentale verso il sacerdozio. La solenne cerimonia si terrà nel Duomo di Milano e sarà presieduta dall’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini.
Insieme a Samuele, riceveranno il ministero diaconale altri undici compagni di seminario, pronti a dedicare la propria vita al servizio della Chiesa ambrosiana, tra cui anche Giuseppe Bianchi, che ha svolto il suo servizio come seminarista a Luino.
«L’ordinazione di un diacono è un momento prezioso per le comunità parrocchiali, un segno di speranza e di fede che fiorisce nel proprio territorio. Per Samuele e i suoi compagni, questo evento rappresenta una tappa decisiva del percorso di studi, preghiera e discernimento vissuto nel Seminario Arcivescovile di Milano», spiega il parroco del paese e decano del Decanato di Luino don Michele Ravizza.
A guidare i dodici candidati verso questo importante traguardo è un motto denso di significato: “Cristo è tutto per noi”. Questa frase, tratta da un’opera di Sant’Ambrogio, patrono della Diocesi, non è solo uno slogan, ma un vero e proprio programma di vita. Come spiegano gli stessi seminaristi, essa racchiude il cuore della loro vocazione: riconoscere Cristo come origine, senso e fine di ogni esistenza.
«Con questo motto – scrivono – vogliamo dire al mondo che ogni istante e ogni azione della vita umana trova in Lui il proprio senso. Essere suoi discepoli significa lasciarsi guidare da Lui, che è la Via, la Verità e la Vita». Questa centralità di Cristo diventa anche il fondamento dell’unità, sia tra loro come gruppo che all’interno della Chiesa intera.
L’immagine scelta per rappresentare il loro cammino è altrettanto potente: una porzione della vetrata centrale dell’abside del Duomo di Milano, con al centro la cosiddetta “rasa”, la figura di un sole splendente che simboleggia Cristo, il Sol Iustitiae (Sole di Giustizia) che illumina l’umanità.
La scelta non è casuale. Esprime il profondo legame con la Chiesa madre milanese e sottolinea l’importanza della preghiera e della liturgia. Ma c’è di più: quella stessa vetrata sarà l’immagine che i giovani avranno davanti ai loro occhi durante la cerimonia di ordinazione, unendo così in un solo sguardo il simbolo del loro cammino e il momento del compimento di questa tappa del cammino.
L’intera comunità di Mesenzana, conclude don Michele, «è invitata a unirsi nella preghiera e nel sostegno a Samuele in questo tempo di attesa, per accompagnarlo verso il giorno in cui, con la sua ordinazione, si impegnerà a servire Dio e il prossimo. Un momento di orgoglio e commozione che vedrà un suo figlio compiere un passo decisivo nel cammino della fede».
Dopo l’ordinazione diaconale, il percorso dei candidati proseguirà verso l’ordinazione presbiterale, già fissata per il 13 giugno 2026, sempre nel Duomo di Milano.
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